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Come conservare la pinsa precotta: suggerimenti anti-spreco

Hai appena messo nel carrello la tua pinsa precotta preferita, l’hai scelta con cura, magari pensando a una cena veloce ma gustosa. Hai controllato la data di scadenza e sei tranquillo: c’è tempo per gustarla. Ma ti sei mai chiesto come conservarla a casa per non rischiare che perda sapore, fragranza e consistenza?

La buona notizia è che non ci sono segreti particolari: non dobbiamo svelarti nulla di sconvolgente, solo alcune buone pratiche da seguire. All’interno della gamma di Pinsa Di Marco, ad esempio, esistono diverse tipologie di pinsa precotta, che si differenziano proprio per modalità di conservazione. Saperle riconoscere e trattare nel modo corretto è il primo passo per evitare sprechi e valorizzare al meglio il nostro prodotto.

Conservazione degli alimenti: considerazioni di base

La conservazione degli alimenti è l’insieme delle pratiche che mantengono i cibi buoni, sicuri e commestibili il più a lungo possibile. A grandi linee, la corretta conservazione si basa su poche regole fondamentali: rispettare la catena del freddo (soprattutto per i prodotti refrigerati o surgelati), tenere separati i cibi crudi da quelli cotti, leggere e rispettare le indicazioni sull’etichetta. Anche l’ambiente in cui si tengono gli alimenti conta: luce, calore e umidità possono alterare la qualità, soprattutto se si parla di prodotti delicati.

Nel caso dei prodotti da forno, la conservazione cambia a seconda del tipo: pane fresco e focacce vanno tenuti in un luogo asciutto e consumati in pochi giorni; biscotti e snack da forno, se chiusi in confezioni ermetiche, durano anche settimane. Le basi pronte come la pinsa, invece, sono spesso disponibili in versione surgelata o refrigerata: basta seguire le istruzioni riportate sulla confezione per conservarle al meglio e gustarle quando si preferisce, con pochi minuti di rigenerazione in forno.

Tre famiglie di pinsa, tre modalità di conservazione

La gamma di pinsa romana firmata Di Marco si suddivide in tre grandi famiglie, ciascuna pensata per offrire la massima comodità in base alle esigenze della vita di tutti i giorni e senza concedere nulla sul fronte del gusto. Ecco quali sono e come conservarle al meglio:

Pinsa romana classica da frigo

È la versione più diffusa e apprezzata: la trovi nei banchi frigo del supermercato e si conserva in frigorifero a una temperatura compresa tra 0 e +4°C. È pronta da farcire e cuocere in soli 5 minuti in forno (o tanti altri strumenti, dalla padella alla friggitrice ad aria) a 240 gradi. Ideale per chi consuma la pinsa con regolarità, mantiene la sua fragranza se conservata correttamente nella sua confezione originale. Una volta aperta, va consumata in 1, 2 giorni al massimo. È disponibile anche in versione snack, un formato ideale per porzioni più contenute e aperitivi.

Pinsa ambient, la soluzione salvaspazio

Questa tipologia di pinsa è sottoposta a un processo naturale di stabilizzazione, che permette di conservarla fuori frigo, idealmente in un luogo fresco e asciutto (tra +10° e +25°C). Unita a una buona durata di conservazione, è quindi perfetta da tenere in dispensa come scorta o da portare in vacanza o in ufficio, senza occupare spazio in frigo.

Pinsa freezer: 18 mesi di freschezza

Ultima ma non per importanza, la pinsa surgelata è pensata per chi vuole avere sempre una base pinsa pronta all’uso, anche a distanza di molti mesi. Si conserva in freezer e ha una conservazione fino a 18 mesi. Al momento dell’uso, può essere scongelata o messa direttamente in forno come le altre, aggiungendo solo 2 minuti di cottura in più per compensare lo scongelamento. 

Che differenza c’è tra surgelato e congelato? Facciamo chiarezza

Spesso i due termini vengono confusi, ma congelato e surgelato non sono affatto la stessa cosa. Vediamo di chiarire. 

  • Congelato è un alimento che viene portato gradualmente a basse temperature (comunque sotto 0°) solitamente in ambiente domestico, cioè nel freezer di casa. Questo permette la formazione di microcristalli di ghiaccio all’interno delle cellule dell’alimento, che possono danneggiare le pareti cellulari e causare una perdita di consistenza, sapore e nutrienti all’atto dello scongelamento. Ciò non toglie che congelare gli alimenti ne prolunghi in modo consistente la conservazione.
  • Surgelato, invece, è un procedimento industriale ad alta velocità, che porta l’alimento a -18°C o meno in pochi minuti. Congelare rapidamente è possibile anche in casa, ma richiede comunque prodotti e funzionalità specifiche del proprio elettrodomestico. Questo consente di preservare al massimo le caratteristiche organolettiche, mantenendo gusto, consistenza e valori nutrizionali.

La pinsa freezer di Marco rientra in questa seconda categoria: è surgelata subito dopo la precottura, un’operazione che blocca la freschezza al momento perfetto, evitando la formazione di cristalli di ghiaccio dannosi. La catena del freddo viene poi preservata fino ai freezer del supermercato, così da garantire freschezza e 18 mesi di conservazione anche a casa

Conservazione perfetta: piccoli gesti, grande differenza

Arriviamo ora ai consigli pratici per la conservazione ottimale della pinsa una volta portata a casa. È qui che si gioca la vera partita anti-spreco.

  1. Mai lasciare la pinsa aperta a lungo

Che sia da classica, ambient o freezer, una volta aperta la confezione, la pinsa va consumata il prima possibile. Anche se la lasci in frigorifero, la superficie tenderà ad assorbire umidità o a seccarsi, perdendo elasticità e compromettendo la cottura. Idealmente, se apri la confezione, completa la cottura delle pinsa dopo poco, anche senza farcirla. 

  1. E se la apro ma non la uso subito?

Capita magari di aprire la pinsa (per sbaglio) al mattino e di rimandare la preparazione a sera. In questi casi, puoi comunque limitare l’esposizione all’aria, che è il principale fattore di deterioramento. Per esempio, avvolgila bene in pellicola trasparente o mettila in un sacchetto alimentare richiudibile, cercando di eliminare più aria possibile. Meglio ancora, usa un contenitore sottovuoto se ne hai uno a disposizione: l’assenza (o meglio, la scarsa presenza) d’aria rallenta sensibilmente il decadimento del prodotto. Di sicuro, non metterla mai a contatto diretto con alimenti umidi: rischi che assorba odori o cambi consistenza.

In ogni caso, una pinsa aperta non andrebbe mai conservata per più di 24 ore, neppure in frigo. Il rischio, su queste tempistiche, non è tanto la sicurezza alimentare, quanto la perdita di qualità: croccantezza, profumo e fragranza potrebbero svanire. E sarebbe davvero un peccato. 

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